lunedì 30 gennaio 2012

Buone notizie....

Buon inizio settimana amiche !!! Freddino a Roma ma sappiamo che al nord molte di voi sono sotto la neve. Uno scenario bellissimo per l'inverno, speriamo che qualche fiocco si faccia vedere anche da noi, quel tanto che basta per farci sognare.
Bene amiche quale inizio migliore se non condividere con voi buone notizie.
Ricordate il sito da cui ogni tanto vado a prendere le informazioni come quelle di seguito postate.
Buon proseguimento di giornata e tanti baci a tutte voi.


DALLE OLIVE, PANNELLI ECOLOGICI RICICLABILI ALL'INFINITO. . .


A Polistena, nella Piana di Gioia Tauro e alle pendici dell’Aspromonte, esiste una realtà imprenditoriale all’avanguardia a livello internazionale, che riutilizza la sansa esausta – cioè il sottoprodotto del processo di estrazione dell’olio di oliva, composto dai residui di polpa, bucce e frammenti del nocciolino delle olive – per produrre pannelli per pavimentazioni interne e esterne. Questi pannelli ecologici sono molto simili a quelli in legno o ai laminati, dal punto di vista estetico, ma sono molto più resistenti e impermeabili, non contengono sostanze nocive e sono riciclabili all’infinito e possono essere utilizzati per arredi urbani e scolastici, percorsi pedonali, soppalchi, strutture balneari, allestimenti fieristici, pianali di container e di veicoli industriali.
La Calabria trabocca di sansa esausta: solo nella Piana se ne producono, ogni anno, circa due milioni e mezzo di quintali, ma di solito viene utilizzata al posto dei pellet nelle stufe oppure per produrre un olio a basso prezzo e senza alcuna qualità. L’idea di usare la sansa esausta in modo innovativo nasce sin dal 1994 grazie ad un’intuizione di Domenico Cristofaro, “geometra-imprenditore”, come lui stesso ama definirsi, che provò a mescolarla con il prolipropilene (vergine o riciclato, come gli scarti della lavorazione dei pannolini per bambini e i vasetti di yogurt vuoti). Dopo anni di ricerca e sviluppo, passati mettere a punto la miscela più adatta, nel 2000 il progetto di Cristofaro diventa realtà e nasce ECOPLAN . La linea di produzione dei pannelli ecologici viene definitivamente messa a punto nel 2007 e, oggi, l’azienda sta raccogliendo le prime soddisfazioni e riconoscimenti importanti (come il premio di Legambiente e Libera ).


La miscela, brevettata e battezzata “ECOMAT”, non contiene alcuni tipo di colla, perciò non emette formaldeide, né sostanze potenzialmente cancerogene o nocive per la salute. I pannelli sono molto più resistenti del legno agli agenti atmosferici e chimici, per realizzarli non viene abbattuto un solo albero e sono riciclabili all’infinito. Ecoplan, infatti, ritira e ricicla tutti i suoi prodotti alla fine del ciclo di vita, raggiungendo due obiettivi importanti: abbattere i costi di acquisto di materie “prime” e “seconde” ed evitare ai propri clienti i problemi legati allo smaltimento. Ma l’elemento chiave di tutto sta nel raffreddamento degli impianti, che avviene a ciclo chiuso: questo significa che non ci sono acque reflue di produzione e che tutti gli scarti di produzione vengono macinati e re-immessi nel ciclo produttivo, cioè, in pratica, per la produzione dei pannelli non viene generato alcun tipo di rifiuto.
Oggi i pannelli al 100% ecologici di Ecoplan invadono i mercati del nord Italia e internazionali e suscitano l’interesse dei produttori di laminati di mezzo mondo, mentre al sud vengono utilizzati soltanto da qualche comune, per la pavimentazione dei lidi nelle spiagge. Cristofaro persegue fermamente la via della legalità e della trasparenza e, pur conoscendo bene i rischi per gli imprenditori locali, ha scelto di restare nella sua regione. Amico di don Pino de Masi, l’imprenditore dichiara che la criminalità organizzata, “non si è fatta vedere, ancora, forse perché è un settore ad alta tecnologia che, per ora, non produce ricchezza. Ma qualora scegliessero di bussare, troveranno una risposta decisa; non bisogna cedere mai all’arroganza. Ribellarsi alla criminalità paga, sia da un punto di vista morale che economico”.
“Questa, oltre ad essere una missione imprenditoriale, è anche una missione sociale, etica, responsabile, stimolatrice”. Cristofaro spiega le ragioni che lo spingono a non andarsene dalla Calabria: “La volontà di uscire fuori dai soliti schemi assistenzialistici, la voglia di dimostrare a se stessi e al territorio di poter fare qualcosa di diverso e l’idea di creare ricchezza e sviluppo con l’auto-imprenditorialità”. A partire dalla sansa esausta delle olive, tutto il suo lavoro è legato a questo territorio, del quale vuole sfruttare in maniera positiva, peculiarità e caratteristiche, perché “nulla avrebbe potuto esistere fuori dalla Calabria, questo è fuori discussione”.




ALLIEVI VENETI COSTRUISCONO SCUOLA "MOBILE" ECO-SOSTENIBILE PER VILLAGGIO ETIOPE

La scuola costruisce la scuola: il motto fa da sfondo al progetto “Mobile-School”, che prossimamente vedrà gli allievi della formazione professionale di EnAIP Veneto alle prese con la realizzazione di una struttura ad uso scolastico destinata al villaggio di Wersege, in Etiopia. Un’iniziativa promossa da EnAIP Veneto insieme a ENAIP nazionale, EnAIP Friuli e Acli, che vede il patrocinio del Comune di Padova e del Comune di Trieste e la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia e dell’Associazione italiana di Addis Abeba e di S.E. Project.
Ancora una volta EnAIP coinvolge così i propri studenti in un progetto di “impresa formativa” ovvero una modalità di “formazione in assetto lavorativo” che permette ai ragazzi di cimentarsi in attività concrete finalizzate alla produzione, sperimentando così tempi, modalità organizzative e dinamiche di gruppo proprie di un’attività lavorativa ed economica.
“Mobile-School” è una struttura facilmente smontabile e trasportabile, costituita da unità mobili espandibili, con elevati standard di qualità abitativa ed energeticamente sostenibile: un’aula che potrà accogliere dai 24 ai 48 giovani studenti, a seconda delle necessità e dunque dell’utilizzo. Contraddistinto da una forte valenza sociale oltre che da un significativo impatto educativo, il progetto vedrà coinvolti da subito i centri EnAIP di tutto il Veneto e del Friuli, e interesserà, in particolare, le attività didattiche del comparto elettrico e dei settori della meccanica e della termoidraulica. Nel concreto, gli studenti dell’Ente realizzeranno il futuro prototipo della “Mobile-School” dalla A alla Z, con l’obiettivo finale di avviarne poi la produzione e installare la prima unità nel villaggio di Wersege: i ragazzi saranno dunque impegnati nella progettazione tecnica a fianco dei progettisti, nella definizione delle specifiche tecniche e nei test di laboratorio, costruiranno le parti meccaniche ed elettriche, infine si occuperanno anche della logistica (montaggio, smontaggio e imballaggio, organizzazione dei carichi, trasporto per la collocazione in situ).
Un’iniziativa certo ambiziosa, per cui i promotori lanciano ora un appello ad aziende ed enti che vogliano diventarne partner, prendendo parte in qualche modo alla realizzazione della prima “scuola mobile”.
“Mobile-School” nasce dall’idea di Paola Vecchiato, architetto che negli ultimi anni ha dedicato la propria esperienza e professionalità ai paesi più poveri e ai contesti abitativi più problematici, di portare la scuola in territori che per le loro ostili condizioni climatiche e per il difficile contesto socioeconomico sono molto povere di infrastrutture: un intervento concreto a favore di bambini e ragazzi a cui spesso è purtroppo negato il diritto allo studio.


CANI E GATTI ENTRANO IN OSPEDALE . . .



A deciderlo è stato il Giudice di Pace del Tribunale di Varese. Il magistrato ha accolto il ricorso presentato da una donna che, costretta a un lungo ricovero ospedaliero aveva espresso il desiderio di ricevere la visita del suo cane, ottenendo però il rifiuto dalla direzione sanitaria, che ha giustificato il diniego richiamandosi al regolamento della struttura sanitaria. La signora, nonostante le precarie condizioni di salute, ha deciso di fare ricorso al Tribunale.
La sentenza è di pochi giorni fa e ha già fatto ampiamente discutere la decisione del giudice che ha dato ragione alla signora. Nella sentenza espressa dal cinofilo magistrato, tra le motivazioni, si fa riferimento alla Convenzione europea di Strasburgo, all’interno della quale viene fortemente riconosciuto l’obbligo morale dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi ed in particolar modo gli animali di compagnia coi quali egli instaura una relazione speciale.
Segno dei tempi che cambiano. In realtà, la decisione del magistrato lombardo non è il primo caso di riconoscimento ufficiale in Italia del valore sociale degli animali di compagnia. Infatti, già nel luglio 2011, l’assessore alla salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia si era espressa favorevolmente circa la proposta avanzata dall’Assessore alla salute, alle politiche sociali e alla protezione civile del Comune di Prato, Dante Mondaelli di aprire le porte degli ospedali (ma non di tutti i reparti) agli animali domestici. La decisione, subito ampliata a tutta la Regione Toscana è espressione della volontà di “umanizzare le strutture sanitarie” e di trovare nuove metodologie per favorire processi di guarigione per i malati, consentendo loro di circondarsi dell’affetto dei propri cari, tra cui ovviamente anche cani e gatti.
E’ questa dunque la prima importante vittoria per tutti quei degenti che, come la combattiva signora lombarda, potranno sperare nella guarigione del corpo attraverso le amorevoli cure dell’anima


EOLICO. CRISI NON TOCCA OFFSHORE
Nel 2011 installate in mare 235 nuove turbine eoliche



Il mercato dell'eolico offshore non ha subito alcuna flessione nel 2011 ed e' rimasto stabile. I dati pubblicati dall'Ewea, la lobby di settore, danno un quadro della situazione. Nel 2011 sono state installate in mare 235 nuove turbine eoliche per un valore di circa 2,4 miliardi di euro ed una potenza di 866MW. Impianti tutti collegati alla rete. Nel 2010 i nuovi impianti connessi alla rete di distribuzione fornivano 883MW. Secondo le statistiche Ewea a fare la parte del leone nelle installazioni offshore l'anno scorso sono state le turbine attivate nelle acque britanniche (87%). Per il futuro, l'industria informa che sono gia' in costruzione nove nuovi parchi eolici in mare che porteranno 2.375MW aggiuntivi aumentando, cosi', la capacita' totale dell'offshore Ue del 62%.Attualmente 1.371 pale di 53 parchi eolici offshore, con una potenza di 3.813 MW, sono collegate direttamente al sistema energetico Ue. Nonostante la crisi mondiale l'offshore ha infuso fiducia negli investitori ed i finanziamenti, garantiti solo dalla resa degli impianti, sono aumentati del 40% rispetto all'anno precedente. Sono passati da 1,46 miliardi di euro nel 2010 a 2,05 miliardi di euro nel 2011

Nessun commento:

Posta un commento

Si è verificato un errore nel gadget
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Alcune foto contenute in questo blog sono state trovate su internet in quanto ritenute di pubblico dominio. Se così non fosse vi prego di contattarmi e verranno rimosse immediatamente.