Il restauro e l'antiquariato: conoscere gli stili !

Rifacendomi agli studi intrapresi, in passato il "restauratore" di mobili era principalmente un artigiano, che interveniva secondo le mode del momento senza conservare le tracce dello scorrere del tempo ma anzi modificando il mobile secondo il gusto di chi commissionava il lavoro. L'artigiano, inoltre, viveva nell'isolamento della sua bottega, con i propri metodi e ciò comportava una segretezza sulle scoperte, esperimenti e innovazioni che non venivano tramandati. 

Nell'ultimo secolo invece si è reso necessario identificare nel restauratore colui in grado di "conservare" l'opera d'arte quale documento del passato, testimonianza dell'evoluzione dell'uomo, importante per la trasmissione di valori artistici, storici, ecc. "La Carta 1987 della conservazione e del restauro", elenca una serie di principi da seguire per la migliore conservazione di oggetti di ogni epoca di rilevante significato. Una figura che ha il compito di "conservare" l'oggetto nella sua originalità; la "reversibilità" del lavoro deve affiancare tale procedimento con l'utilizzo di materiali che si posso rimuovere, mentre la "leggibilità" consente di identificare il restauro stesso.

Importante per chi è appassionato di antiquariato è riconoscere gli stili.
 Materia non facile ma che con gli insegnamenti appresi presso la scuola Lignarius di Roma, dove ho conseguito la qualifica di Restauratrice del mobile e manufatti lignei, cercerò di sintetizzare di seguito cio' che Stefano Nespoli mio maestro, ha scritto nei suoi libri.





STILE è una definizione che indica l'insieme di caratteri formali ricorrenti, riconoscibili e riconducibili ad un determinato perido storico-artistico, espressioni di una determinata epoca, di un popolo.
Va tenuto presente che gli stili continuano anche al di la' delle date cronologiche a cui si riferiscono e che a volte prendono nome anche da artisti di spicco.
Pertanto per individuare in un mobile il suo stile, bisogna considerare la sua forma in quanto struttura e la sua decorazione in quanto sovrastruttura del mobile stesso.

STILI DEI SECOLI XV E XVI: RINASCIMENTO - MANIERISMO - ELISABETTIAMO (INGHILTERRA)



Rinascimento: Dal trecento si individua in pittura e lettereratura una trasformazione della concezione medievale della realtà nella nuova visione scientifica dell'uomo. In questo periodo ad una riconsiderazione della cultura classico greco-romana, con l'uomo al centro dell'universo, artefice della storia e del proprio destino.
In Italia i palazzi sono concepiti con grandi saloni, soffitti a cassettoni, grandi camini, grandi ingressi, biblioteche.
I mobili sono forzieri, cassoni, cofani, affiancati da sedie e armadi, credenze e stipi.
Strutture lineari e simmetriche, decorazioni con capitelli, intagli con motivi dell'arte classica, i sostegni sono a zampe di leone. Nel cinquecento abbiamo una maggiore complessità; si assiste al trionfo della grottesca.

STILI DEL XVII SECOLO: BAROCCO - LUIGI XIV (FRANCIA) - WILLIAM AND MARY (INGHILTERRA)




Barocco: le nuove scoperte scientifiche, astronomico e matematico portano ad un'idea di relatività e spazialità infinita, che portano ad una preferenza per le forme curvilinee per l'asimmetria.
Nato in Italia, il Barocco troverà nella Francia il paese irradiatore per tutta l'Europa.
Avrà la funzione di supportare la potenza e la magnificenza della monarchia: la Reggia di Versailles ne è il massimo esempio.
Il mobile barocco si rifa' negli elementi costruttive e decorativi all'architettura contemporanea.

STILI DEL XVIII SECOLO: ROCOCO' (LUIGI XV IN FRANCIA - BAROCCHETTO IN ITALIA) - QUEEN ANNE E PRIMO GEORGIANO (INGHILTERRA) - NEOCLASSICISMO



Luigi xv: leggerezza e morbidezza delle forme e un aspetto capriccioso, sono le caratteristiche di questo stile, che crea curve dolci, intarsi in legni rari, decorazioni in bronzi e pannelli di lacca orientale.La decorazione è basata su fantasie di frutta e fiori, e a motivi esotici dell'estremo oriente.

Neoclassicismo: a metà del settecento fino ai primi dell'ottocento si diffuse in Europa come reazione ai toni del Rococo'. Ci fu' una predilezione per le forme geometriche semplici e sobri ornamenti greco-romani. In Inghilterra il suo maggiore interprete fu' Robert Adam, creatore dell'omonimo stile cui seguirono gli stili classicheggianti di Hepplewhite, Sheraton e Chippendale.

In Italia eccelsero per quanto riguarda la mobilia, Bonzanigo, Albertolli, Socci e Maggiolini.
Al Neoclassicismo si rifanno gli stili: Luigi XVI, Direttorio, Impero, Georgiano, Regency, Restaurazione.

STILI DEL XIX SECOLO: IMPERO, RESTAURAZIONE, LUIGI FILIPPO, NAPOLEONE III, VITTORIANO, ECLETTISMO.



Impero: il mobile assume proporzioni piu' massiccie e pesanti, gli ornamenti si basano su ricche guarnizioni in bronzo come sfingi, foglie d'acanto, alloro dei Cesari.
Con la caduta di Napoleone tale stile si affievolì e lascio il campo ad un mobile semplice, pratico e severo (Regno di Carlo X - Restaurazione).

Luigi Filippo e Napoleone III: ritorno al gusto impero, imbastardito con linee curve di ispirazione rococò. Si delineerà un atteggiamento eclettico nei confronti degli stili del passato e trionferà nella seconda metà dell'Ottocento sotto Napoleone III lo stile Secondo Impero (Eclettismo).

Decorazioni differenti d'ispirazione greca e rinascimentale, ma talvolta anche orientale e gotica.

STILI DEL XX SECOLO: ART NOUVEAU - ART DECO


Art Nouveau: si sviluppa come tendenza generale e transitoria, prima che con il nuovo secolo si apra uno stile più internazionale: la natura viene presa a modello, proposta nei mobili come nelle suppellettili, nelle architettue e carte da parati.


Art deco: di moda dopo la grande esposizione di Parigi nel 1925, un orientamento estetizzante. In quest'arte tutto si impone in senso artificiale, la decorazione si esplica in cerchi triangoli, spirali, fasci solari radiali e quadrati.

I mobilieri impiegano legni rari alcuni trattati con la lucentezza del raso.

(foto di http://www.abacus-arte.com/)
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